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Italia, Frattesi teme la Spagna: "Ha il centrocampista più forte al mondo"

La conferenza stampa di Davide Frattesi, centrocampista dell'Italia, prossima avversaria della Spagna ad EURO 2024.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

17/06/2024 15:15 - Interviste
Italia, Frattesi teme la Spagna: Ha il centrocampista più forte al mondo
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Davide Frattesi ha parlato in conferenza stampa del prossimo impegno dell'Italia contro la Spagna ad EURO 2024: "Giovedì ci sarà più spazio e anche più da difendere, anche se vogliamo fare una gara più di possesso. Sulla seconda domanda dico che non è mai facile calarsi in una squadra che arriva da una finale di Champions, la gestione di Inzaghi è stata quella giusta. Con Spalletti ho iniziato dall’inizio del suo ciclo, abbiamo avuto tempo per imparare i meccanismi e partire dall’inizio è sicuramente meglio”.

Giochi più con l’Italia che con l’Inter…

“Vuol dire che dovrà mettere la maglia dell’Italia sotto quella dell’Inter.Secondo me è stata una gestione giusta, poi uno cerca di giocare il più possibile e quando vieni chiamato in causa devi sempre dare il massimo”.

Cosa ti aspetti di diverso contro la Spagna?

“Sicuramente avremo meno possesso rispetto alla gara contro l’Albania, è il loro punto forte, ci sarà da essere più attenti in fase difensiva anche se, a differenza dell’Albania, non si chiuderà per 90 minuti. Dobbiamo essere bravi a sfruttare le occasioni che ci capiteranno”.

Tra voi interisti parlate molto prima delle partite visto che si parla molto di blocco Inter?

“Sicuramente il fatto di esser stati insieme un anno aiuta, tante volte non c’è nemmeno bisogno di parlarsi per capire le cose. Così come le combinazioni con Scamacca, sappiamo già ciò che dobbiamo fare. Quello che abbiamo fatto all’Inter un po’ ce lo portiamo qui”.

Cosa pensi di Yamal e quale pensi sia il punto di forza della Spagna?

“Yamal non lo scopriamo adesso, è destinato a diventare un grande del calcio Mondiale. I punti di forza della Spagna sono sempre quelli da anni, la fase di possesso e il palleggio. Bisognerà essere bravi a sfruttare le occasioni perché la Spagna non ce ne concederà tante”.

Il fatto di aver giocato meno all’Inter ti permette di essere qui un po’ più riposato?

“Più o meno… La cosa stancante di un anno così sono più che altro i viaggi. Uno più è in campo e più è in condizione, si è stanchi solo a livello mentale perché si entra in forma bene quando si giocano le partite”.

Come passa il tempo qui in ritiro? Ha portato qualcosa da Roma anche scaramanticamente?

“Scamacca mi sono portato… (ride, ndr). Qui il tempo lo passiamo per la maggior parte in questa sala che hanno fatto per noi ragazzi dove ci sono play station, biliardo, flipper. Siamo lì un paio d’ore tutti insieme e secondo me è un’ottima cosa, è lì che si forma il gruppo. Mi è capitato di giocare a ping-pong con un compagno con cui non avevo troppa confidenza, Stephan El Shaarawy, ed è nato il rapporto. Non gioco con Scamacca perché spara tutte le palline, è più bravo alla Play Station”.

Come l’Italia può battere la Spagna?

“Soprattutto in questo momento, senza far troppi giri di parole, credo che la Spagna sia avanti rispetto a noi. Noi dobbiamo saper soffrire, saper lottare, questo è fondamentale. Se la mettiamo nei duelli uno contro uno la partita è difficile, molto difficile. Rodri? Credo sia il centrocampista più forte del mondo".

Qui in Nazionale i centrocampisti sono chiamati a segnare di più per come gioca la squadra

“Credo quelle siano caratteristiche, non deve essere un peso. Scamacca negli ultimi tre mesi ha dimostrato di poter fare gol in qualsiasi occasione, appena si presenterà un’occasione sono sicuro la sfrutterà. Si dice che manca un 9 in questa Nazionale, ma invece ce l’abbiamo”.

Per la prima volta negli ultimi 10 anni la Spagna non ha avuto più possesso palla degli avversari. L’avete visto? Hai parlato con Inzaghi e Marotta in questi giorni?

“No, col mister e con Marotta ci siamo solo salutati, poi col mister di risentiremo. Ogni partita poi va rivista, la Spagna era avanti 3-0 e non aveva poi grande necessità di possesso palla. Forse c’è una versione un po’ più moderna della Spagna, fondamentalmente non ha più quei tre fenomeni a centrocampo che dieci anni fa facevano girare tutta la squadra e non te la facevano mai prendere. E’ una versione più moderna”.


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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